La verità della Calabria raccontata da Polimeni: torna Articolo 21 (VIDEO)

 

 

Lavoro, sanità ed infrastrutture. Saranno i temi principali approfonditi da Lino Polimeni, che ritorna in onda con la nota e seguita trasmissione, Articolo 21.

Dal prossimo 25 novembre, l’appuntamento in diretta con Polimeni si rinnoverà puntualmente alle 14.30, da lunedì a venerdì, su Calabria Tv, canale 15 del digitale terrestre. Le inchieste di Articolo 21 ci condurranno nel cuore dei territori della Calabria, dove vivono in condizioni drammatiche tanti disoccupati, con famiglie sofferenti; poi le ansie di chi il lavoro rischia di perderlo, di chi lo vive da precario e non può immaginare un futuro da programmare.

Storie di ordinaria sopravvivenza narrate da Lino Polimeni, che documenterà come sempre gli ulteriori mali di questa regione, come la sanità in perenne crisi o le infrastrutture precarie ed assenti. Ma non finisce qui, perché non poteva di certo mancare un ampio spazio dedicato alla pagina politica, alla vigilia delle elezioni regionali.

Ospiti, confronti, domande senza veli, ed in perfetto stile Polimeni, vietate le risposte formali. E sarà così anche in questa nuova edizione di Articolo 21, che si vestirà con abito serale ogni venerdì alle 21.30, per raccontare in diretta tutto quello che c’è da sapere sulla politica regionale, con interviste esclusive ai candidati a Presidente di Giunta ed al Consiglio.

Appuntamento, dunque, al prossimo 25 novembre, quando un ancor più incalzante e piacevolmente irriverente Lino Polimeni ripartirà a raccontarci la Calabria, a modo suo, sempre a caccia della verità.

Fonte: calabria 7

 

Disney plus Italia, ufficializzata la data di lancio: prezzi e offerta

Ora è ufficiale Disney Plus sarà disponibile in Italia a partire dal 31 marzo 2020. Nello stesso giorno il servizio streaming sarà lanciato anche nel Regno Unito, in Spagna, in Germania e Francia mentre negli Stati Uniti, in Canada e in Olanda è già scattato il conto alla rovescia in quanto Disney Plus esordirà ufficialmente il 12 novembre 2019. Una settimana dopo, il 19 novembre, toccherà all’Australia ed alla Nuova Zelanda.

Il servizio streaming. Disney + è una piattaforma di streaming a pagamento lungo le stesse linee di Netflix o Amazon Prime ed è un servizio adatto alle famiglie. Tra i partner del colosso dell’intrattenimento ci sono Pixar, Marvel, Star Wars, 20th Century Fox, National Geographic e molti altri per una programmazione (film, cartoon e serie tv) che di sicura sarà di altissimo profilo. Da rilevare che Disney Plus permette di avere fino a sette profili e di visionare i contenuti simultaneamente su quattro dispositivi.

I prezzi. L’abbonamento di base costerà agli spettatori 6,99 dollari al mese (6,18 euro). Previsto anche un abbonamento per 12 mesi in offerta al 69,99 dollari (5,83 dollari al mese, 5,18 euro). Attraverso il sito Internet sarà possibile restare aggiornati su tutte le novità e su eventuali offerte.

Il portale in italiano è già disponibile collegandosi all’indirizzo https://preview.disneyplus.com e per accedere on line e in tempo reale a tutte le news basterà cliccare sulla voce ‘tenetemi informato‘ inserendo il proprio indirizzo email. Inoltre dal 2020 non dovrebbero essere presenti su Netflix i contenuti Disney.

Fonte: notizieaudaci.it

Nasce DIEMMECOM, nuova società editoriale del Gruppo Pubbliemme-LaC

Maria Grazia Falduto, direttore editoriale del network LaC, annuncia la nascita della nuova iniziativa editoriale. Prosegue l’impegno assunto da Domenico Maduli cinque anni fa con l’acquisizione di Rete Kalabria, per un’informazione rigorosa, attenta al territorio e civilmente impegnata

 

«Che la vera sfida non sia crescere ma consolidare, è una delle leggi non scritte ma più note dell’economia. E questo è tanto più vero nel nostro Mezzogiorno, dove fare impresa è più difficile. Qui le aziende che crescono devono difendersi ed agire. Noi lo stiamo facendo». Maria Grazia Falduto, direttore generale del Gruppo Pubbliemme e direttore editoriale del network LaC, hub di comunicazione crossmediale attivo in Italia e all’estero, costituisce una voce autorevole, seppur critica, del management regionale. È sua la premessa analitica con la quale annuncia la metamorfosi in atto che sta interessando il Gruppo Pubbliemme, impegnato nella generazione di una nuova società editoriale: Diemmecom«Dietro la nuova società editoriale c’è un solido piano industriale – commenta il direttore generale -, che mira ad un’integrazione efficiente delle strutture e dei diversi settori del Gruppoinformazione, pubblicità, produzioni televisive, amministrazione e finanza, formazione, presenza all’estero e in particolare in Europa». 

Unico polo editoriale

Prosegue dunque  l’impegno assunto da Domenico Maduli 5 anni fa con l’acquisizione di RK, per un’informazione rigorosa, attenta al territorio, civilmente impegnata. Una scelta di opportunità ed un obbligo di coerenza. Diemmecom editerà le attività di comunicazione del network LaCDue gli obiettivi: il primo, far convergere le testate in un’unica direzione editoriale. Il secondo, coordinarne il posizionamento all’interno del network, organizzandone coerentemente le attività: dalla comunicazione iperterritoriale a quella regionale, nazionale, europea. Diemmecom è un contenitore che non intende semplicemente sostituire la storica emittente rilevata nel 2013 dall’editore Domenico Maduli, presidente del Gruppo: bensì, si caratterizza come organismo societario ridefinito, progettato per sostenerne tutte le azioni future.

Una crescita consolidata

«Le ultime performance fatte registrare da Pubbliemme e network LaC sono stati tali da imporci un improrogabile “scatto di crescita” – ha proseguito la manager -. Un’azienda è paragonabile ad un organismo: e se in natura la crescita viaggia di pari passo con il rafforzamento, anche una struttura societaria deve rispondere all’espansione con l’ammodernamento». (In foto: Maria Grazia Falduto)

La nuova società

Il 9 ottobre un’assemblea societaria straordinaria ha archiviato Rete Kalabria, e dato il via a nuovo statuto, cambio di nome, aumento di capitale. «Già l’aumento di capitale, di per sé, rappresenta un segnale forte – ha concluso il direttore generale -. E l’ammodernamento dello Statuto garantirà maggiore dinamicità a tutti i settori».

L’informazione

Con la nascita di Diemmecom il Gruppo ha ridefinito il profilo societario, ed ha risposto alle sollecitazioni derivanti dall’incremento esponenziale della divisione “comunicazione” ovvero del network LaC (lacnetwork.it): dal digitale terrestre, con le emittenti lactv.it e il Vibonese Tv, alle testate on line (lacnews24.it, ilvibonese.it e l’ultimo nato ilreggino.it), passando per lacairport.it, i canali social, il portale laceuropa.it, oltre all’attività di formazione che passerà da lacschool.it.

Responsabilità e polso fermo

La rivoluzione che investirà nei mesi a venire il settore delle trasmissioni, ad iniziare dall’avvento del 5G, è stata determinante per la creazione del nuovo soggetto societario, che dovrà traghettare il network attraverso sfide impegnative.

Mediaset valuta l’uscita da Ei Towers

Il business infrastrutturale non è più nel dna di Mediaset. Lo si era capito quando un anno fa il gruppo televisivo definì l’accordo strategico con F2i per lanciare l’opa a 57 euro per azione su Ei Towers, passando dal ruolo di azionista di controllo a quello di socio di minoranza, ottenendo tra l’altro un rilevante vantaggio finanziario, gra­zie al deconsolidamento del debito della società di gestione delle torri di trasmissione.

E così ora, secondo quanto appreso da più fonti di mercato da MF-Milano Finanza, il network guidato da
Pier Silvio Berlusconi ha avviato le prime riflessioni sulla possibile uscita di scena dal capitale di Ei Towers, società che lo scorso anno ha registrato un fatturato di 271,9 milioni, un ebitda di 137,3 milioni e un utile di 64,8 milioni garantendo ai soci un dividendo totale di 41,83 milioni (16,7 milioni a favore del Biscione).

Il ragionamento che si fa a Cologno Monzese è molto semplice: visto che il gruppo ha deciso di focalizzarsi esclusivamente della produzione e distribuzione di contenuti per la tv generalista free e di voler definire un percorso di crescita ed espansione internazionale, il business infrastrutturale non è più strategico e quindi la partecipazione del 40% in Ei Towers può essere dismessa. A patto che si trovi un compratore pronto a garantire una proposta conveniente.

Il primo indiziato a rilevare la quota sarebbe lo stesso partner di maggioranza, ossia il fondo F2ì, che un interesse nel settore della trasmis­sione di segnali e immagini televisive ce lo ha, come confermato dall’acquisizione per 240 mi­lioni definita a giugno di Persidera, la società proprietaria di multiplex già di proprietà (70%) di Tim e partecipata dal gruppo Gedi (30%).

Ma per la partecipazione in Ei Towers di Me­diaset potrebbe esserci l’interesse anche di altri operatori finanziari internazionali, attirati dalla possibilità di arrivare alla creazione di quell’ ope­ratore unico delle torri di trasmissione che nascerebbe -come già provò a fare il network dei Berlusconi alcuni anni fa- dall’unione con la quotata Rai Way.

Un progetto che periodicamen­te torna all’attenzione del mercato, ma che da anni non si concretizza. Anche se, con un azio­nista unico per Ei Towers, il processo potrebbe ripartire e registrare una forte accelerazione. Anche perchè, uscendo di scena il Biscione, nessuno porrebbe più paletti politici al deal.

Va detto che lo scorso anno la cessione del controllo in Ei Towers aveva comportato, a partire dal quarto trimestre, l’effettivo deconsolidamento della società dal perimetro di Mediaset, determinando sulla base del corrispettivo di 644,4 milioni riconosciuto al Biscio­ne da 2iTowers una plusvalen­za netta di 498,2 milioni ed un miglioramento della posizione finanziaria netta consolidata di 496,8 milioni euro.

La valoriz­zazione del 40% della società infrastrutturale, secondo i bro­ ker, potrebbe garantire al gruppo tv un incasso fino a 400 milioni. Comunque la volontà del broadcaster che fa ri­ ferimento alla Fininvest (44, 1%) dei Berlusconi, del resto, è quella di portare a termine la fusione con la controllata Mediaset Espana per dare vita alla newco olandese MediaForEurope. Un pro­getto approvato il 4 settembre dalle assemblee straordinarie delle due società, ma ora messo in stand-by dai giudici di Madrid che, accogliendo l’istanza presentata da Vivendi (detiene il 28,8% di Mediaset e l’ 1% della tv iberica), ha conge­lato per ora l’integrazione e quindi la nascita di Mfe.

Un progetto che nei desiderata del gruppo di Cologno Monzese dovrebbe prevedere anche il coinvolgimento della tedesca ProsiebenSat. l della quale il Biscione ha il 9,9% dei diritti di voto (e ha già incassato 26 milioni di dividendi).

Fonte. Milanofinanza

DTT. Dismissione canali UHF 51 e 53: consultazione pubblica Agcom su modalità e condizioni economiche cessione capacità trasmissiva RAI a favore FSMA degli assegnatari diritti d’uso da rilasciare anzitempo

 

 

51 e 53

 

A partire dal 01/01/2020, come noto, avrà inizio la dismissione anticipata dei canali UHF 51 e 53 UHF per esigenze di coordinamento internazionale.
In linea con le previsioni normative e allo scopo di evitare o ridurre problemi interferenziali verso i Paesi radioelettricamente confinanti che utilizzino la banda 700 MHz per il servizio mobile con scadenze anticipate rispetto all’Italia, di assicurare un uso efficiente delle risorse frequenziali, di consentire la minimizzazione delle interferenze all’interno del territorio nazionale e la riduzione dei disagi dell’utenza coinvolta, il territorio nazionale è stato suddiviso in quattro aree geografiche per il rilascio delle frequenze nella banda a 700 MHz, coerentemente con le aree tecniche utilizzate nel Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze (PNAF).

La Aree Ristrette di liberazione anticipata

Quindi, per ciascuna delle quattro aree geografiche, sono stati individuati i singoli bacini interessati (c.d. “aree ristrette”) dai rilasci anticipati dei diritti d’uso delle frequenze in ambito nazionale e in ambito locale e le relative scadenze di rilascio (fasi temporali).
L’art. 1, comma 1031, della legge di Bilancio 2018, come modificato dall’art. 1, comma 1104, lett. c), della legge di Bilancio 2019, ha stabilito che “il concessionario del servizio pubblico nel multiplex contenente l’informazione regionale” debba cedere “una quota della capacità trasmissiva assegnata, comunque non inferiore a un programma, nel periodo transitorio, a favore di ognuno dei soggetti legittimamente operanti in ambito locale assegnatari dei diritti d’uso dei ch 51 e 53 all’entrata in vigore della presente legge che rilascino i rispettivi diritti d’uso nel periodo transitorio ai sensi del seguente comma 1032”.

L’Autorità fissa regole e listini di trasporto per il periodo transitorio

L’Autorità è chiamata a disporre le modalità e le condizioni economiche, orientate al costo, applicabili a detta cessione.
La norma circoscrive la durata dell’obbligo posto in capo al concessionario del servizio pubblico al “periodo transitorio”. Inoltre, l’art. 1, comma 1032, lett. d), della legge di Bilancio 2018, come modificato dall’art. 1, comma 1106, lett. d), della legge di Bilancio 2019, indica per le attività di rilascio delle frequenze concernenti il presente procedimento il periodo dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021 (come ulteriormente articolato e dettagliato nel calendario definito dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico recante la cd. Road Map).

I bacini interessati

Un’ulteriore delimitazione di tale obbligo è costituita dall’art. l, comma 2 e dall’art. 2, comma 1, del Decreto ministeriale che, in linea con quanto previsto dall’art. 1, comma 1032, lett. f), della legge di Bilancio 2018, come modificato dall’art. 1, comma 1106, lett. e), della legge di Bilancio 2019, ha individuato i bacini interessati dai rilasci anticipati (c.d. “aree ristrette”) dei diritti d’uso in ambito locale delle frequenze corrispondenti ai canali 51 e 53 della banda UHF e le relative fasi temporali di rilascio.

I destinatari

I destinatari della suddetta capacità trasmissiva (soggetti titolati) sono, pertanto, tutti i soggetti legittimamente operanti in ambito locale assegnatari dei diritti d’uso dei canali 51 e 53 della banda UHF alla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2019, tenuti al rilascio anticipato delle suddette frequenze e che nel periodo transitorio intendano continuare a svolgere l’attività di fornitori di servizi di media, nelle aree soggette a detti rilasci e in conformità alle tempistiche stabilite dal Decreto del Mise.

La delibera 398/19/CONS

In attuazione a quanto sopra, attraverso la Delibera n. 398/19/CONS l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha avviato una consultazione pubblica, della durata di 30 giorni, volta ad acquisire osservazioni ed elementi d’informazione da parte dei soggetti interessati, in merito alla proposta di definizione delle modalità e delle condizioni economiche per la cessione della capacità trasmissiva da parte della concessionaria del servizio pubblico a favore dei soggetti assegnatari dei diritti d’uso in ambito locale relativi ai canali 51 e 53 della banda UHF, ai sensi dell’articolo 1, comma 1031 della legge n. 205/2017, come modificato dall’articolo 1, comma 1104, della legge n. 145/2018.
La delibera 398/19/CONS si compone di due allegati: l’Allegato A, recante il Testo di consultazione e l’Allegato B, recante le Modalità della consultazione. (E.G. per NL)